lunedì 21 settembre 2015
La festa del disimparare
E' quasi ovvio, se non che dire che è ovvio non mi piace....ma ci saremo...La nostra vita è iniziata come donne che volevano reimparare a fare le mamme, dimenticando le pressioni di un mondo che ti vuole impotente, delegante, incompetente e ritrovando dentro di noi, scavando a fondo, acoltando i nostri figli....ritrovando ognuna il suo modo....tutte nel rispetto della fisiologia.
Porteremo la nostra esperienza del nostro mondo reinventato dove maternità e socialità coesistono, dove rispettare tempi e modi dei bambini non è essere nostalgiche dei tempi andati o 'selvagge' ma anzi donne informate delle più avanzate evidenze scientifiche....
Ci saremo a questo festival, con le nosre voci e con i nostir prodotti, con le fasce portabebè da provare , e con i nostri bimbi liberi...con il banchetto informativo e con la nostra voglia di ascoltare....vi aspettiamo!
Presto informazioni sull'intervento su allattamento e lavoro in onore della SAM 2015!
mercoledì 18 dicembre 2013
mercoledì 30 gennaio 2013
L'arte del respiro
lunedì 23 luglio 2012
Onda su onda

venerdì 1 giugno 2012
Cuore bambino
circoscritto solo nella mia testa.E' invece come un missile che dal
mio intero essere viene lanciato in un campo di informazione non
localizzato, influendo in qualche modo su ogni cosa che mi circonda.
In particolare mi rendo conto di essere “percepita” sia dai
neonati che dai bambini ancora nel grembo materno; solo
successivamente imparano ad escludermi.Vengo sostanzialmente
percepita dal loro complesso apparato sensoriale e mi imprimo in ogni
cellula del loro corpo.Ciò che viene captato sono le vibrazioni dei
miei pensieri, le emozioni e i giudizi che governano la mia
percezione del mondo.
Le mie percezioni scaturiscono da oltre cinquant'anni di convinzioni
sedimentate, dalla mia specifica cultura, dalla società in cui ho
vissuto, dalla scuola, dalla religione, dal sesso dalla razza. Ogni
mia esperienza contribuisce a elaborare la sintesi del mio mondo
sensoriale, modellandola nell'ambito di un contesto in accordo con la
mia cultura.Nel tempo ho elaborato uno schema in cui trovano posto
l'autonomia, la linearità e la percezione di me stessa come un corpo
che grazie all'esperienza, entra in sintonia con la famiglia, la
società e il mondo. Ma questo accade a me, persona adulta,mentre
invece i bambini, neonati o che nasceranno, non sono ancora formati,
sono privi di confini e sono aperti a tutti gli schemi vibrazionali.
Prestano attenzione a tutto ciò che esprimo, sono sensibili ad ogni
stimolo che richiami l'istinto di sopravvivenza, condividono una loro
realtà capace di entrare in sintonia con la mia limitata visione del
mondo. Devo stare molto attenta quando sono vicina a bambini così
sensibili, devo badare bene a non limitare le loro potenzialità o a
non ostacolare il loro processo di apprendimento a causa delle mie
personali paure e convinzioni. Devo essere autentica, coerente,
essere a mio agio e mantenermi aperta, in modo che non vengano
imprigionati dal mio dogma.Questi esseri meravigliosi hanno la
capacità di mostrarmi un mondo immenso, luminoso e colmo di
vibrazioni che io ormai ho escluso dalla mia percezione."
Risvegliare il cuore bambino - Carla Hannaford -Terranuova Edizioni
lunedì 26 marzo 2012
Radicarsi.Impressioni di un laboratorio
Il sole, dopo tanti giorni di pioggia e vento forti, ci dà il benvenuto splendendo sul vecchio casale e i meravigliosi campi che lo circondano.
La maestà degli olivi, l’arancione abbagliante della calendula,le asperità delle rocce, il lilla rassicurante dell’erica. Tutto promette bene.
Dopo tanto lavoro fatto per organizzare, per me è particolarmente emozionante il cerchio iniziale. Mi stupisce sempre come persone differenti, che nella mia vita quotidiana forse non avrei mai incontrato, possono condividere con me emozioni e vissuti che risuonano con i miei.
Come ha detto una donna nel cerchio finale , questa condivisione mi fa sentire meno aliena.
Abbiamo usato molti strumenti per girare attorno al tema del radicamento, per sfiorarlo, per entrarci dentro a capofitto. Questo è stato uno degli aspetti che ho apprezzato molto.Personalmente adoro il Butoh; nella danza libera riesco a riconnettermi profondamente con i miei vissuti e la mia vera natura; le musiche scelte da mareia e i delicati suggerimenti della sua voce funzionano come un interruttore che spegne un certo tipo di attenzione e ne accende un’altra. Farei sempre e soltanto laboratori di Butoh. In questo percorso multiforme ho sperimentato altri modi di sentirmi e vedermi.E ho visto come anche quelli che non mi sembravano congeniali si dimostrassero di fatto funzionali alla struttura del percorso. Ho provato la sensazione di essere guidata delicatamente a prendere ciò che accadeva e issarlo in una nuova me.
Il disegno che segue il viaggio interiore,che ne fissava le intuizioni, gli esercizi nella natura dopo la danza profonda che davano respiro alle emozioni provate.I canti in gruppo, ritmici, a volte onirici che ‘fissavano’ il gruppo in una unità, prima di un lavoro sulla fiducia.
Non mi sono mai trovata impreparata per una emozione né ho avuto la sensazione che ciò ce avevo appena sperimentato fosse sfuggevole, irripetibile.
Riuscire a portare integralmente nella vita quotidiana ciò che si è appreso è un problema di consapevolezza e disciplina ma io sento che c’è qualcosa che ho guadagnato in quei tre giorni da cui non posso tornare indietro.
Del lavorare in gruppo mi resta l’esperienza che niente è scontato, che la realtà non esiste ma esistono le nostre percezioni di essa.pensiero banale forse, ma porto dietro con me una immagine creata da un compagno di lavoro.Un gesto e un suono che esprimono il radicamento.Per me radicamento è sinonimo di nutrimento, penso ai semi che germogliano al calore della terra che accoglie.Quando ho visto questo amico rappresentare la sua idea di radicamento con una immagine di forza, quasi prepotente, sono rimasta sconcertata.Ho pensato, lo ammetto, è completamente fuori tema.Ma questa immagine breve incisiva mi è rimasta dentro e i miei occhi ora vedono che anche essere attaccati con forza e determinazione è sinonimo di essere radicati, che a volte per restare centrati serve questo….ecco devo usare molte parole per descrivere quello che quest’uomo ha espresso magicamente con un gesto e un suono.Un gesto e un suono che porto dietro con me e rievoco quando devo nutrire la parte più maschile di me.Grazie.
Aspetto con gioia la prossima tappa e mi auguro di avere un bel gruppo di compagni e compagne di strada.
sabato 19 novembre 2011
Per una vita armoniosa

SOULROOTS offre una panoramica di workshop con i seguenti temi:
radicamento terreno – spazio – cuore – espressione – radicamento spirituale
PER VIVERE UNA VITA FELICE ED EQUILIBRATA
IN ARMONIA CON TE STESSO!
Cerchiamo di radicarci bene dentro noi stessi e crearci fondamenta solide. Con questa base scopriamo lo spazio intorno, per trovare il giusto equilibrio per noi tra vicinanza e distanza per poter essere comodi nel contatto con gli altri. Ritorniamo a riposarci nei nostri cuori, per esplorarne i meandri e doni che ha da offrirci.
Dopo averli trovati ,iniziamo il viaggio di espressione creativa e autentica nella propria modalità di vivere in modo interattivo e comunicativo. Alla fine entriamo nel mistero del silenzio e dalla introspezione per percepire che siamo sempre connessi con un’energia potente, che ci sostiene ad entrare in nuove dimensioni nella nostra vita quotidiana e realizzare sempre di più i nostri desideri veri.
I WORKSHOP SONO RIVOLTI A TUTTI COLORO CHE VIVONO CON GIOIA MOVIMENTO, CREATIVITÀ E SENSUALITÀ.
I cinque workshop sono interconnessi ma possono essere seguiti anche separatamente. Sarebbe bello però, se si formasse un gruppo fisso che condivide tutto il percorso insieme.
Ogni fine settimana è accompagnato da esercizi di percezione corporea, viaggi di fantasia e/o meditazione, Butoh (danza libera), eventualmente pittura corporale, ascolto della propria voce interiore, passeggiate nella natura e scambio di impressioni in colloqui a due e/o con tutto il gruppo, e da momenti di canto.
Quando: ogni incontro si svolge dalle ore 15 del venerdì alle ore 16 della domenica.

Date:
17/19 febbraio 2012: Radicamento terreno
4/6 maggio 2012: Spazio
14/16 settembre 2012: Cuore
30 novembre/2 dicembre 2012: Espressione
22/24 febbraio 2013: Radicamento spirituale
È richiesto il pernottamento nel luogo del workshop,
6-12 partecipanti
Costi: per ogni fine settimana 250 € + vitto e alloggio,
RIDUZIONI PER CHI PRENOTA IN ANTICIPO O PARTECIPA A TUTTO IL PERCORSO!
Dove: Casale FIRDAUS, Mezzo Gregorio, Noto, (SR) – www.firdaus.it
Iscrizione e info personale tramite Micòl del Castillo: donneconlegonne@gmail.com
tel. +39 333 3187086
SENTITI LIBERO DI CONTATTARCI PER OGNI ESIGENZA!
lunedì 5 settembre 2011
Settimana Mondiale dell'Allattamento

Domenica 2 Ottobre - SAM 2011 Donneconlegonne presenta:
CUNTA CHE TI PASSA
La Via Del Cerchio e L’arte Dell’Attenzione Squisita
Giornata di introduzione al cerchio e condivisione
Cosa succede quando qualcuno ci ascolta veramente? Senza interruzioni, senza consigli, senza analisi, senza paragoni. Con rispetto e amore.
Forse non ci accade da tanto tempo e lo abbiamo scordato.
Succede che riusciamo a scaricare le nostre emozioni.Scavalcare i nostri schemi.Ritrovare noi stesse al di là delle strategie che abbiamo innescato per proteggerci delle ferite subite.
Succede che apriamo il cuore e ritroviamo lucidità di mente.
Succede che da sole troviamo risposta alle nostre domande.E ci sentiamo potenti.
Il cerchio, forma tradizionale di comunicazione e di gestione dei conflitti, assicura, se condotto secondo le ‘istruzioni originarie’, uno spazio rispettoso e confidenziale dove potere aprire il cuore.
Il cerchio guarisce.
La pratica del co-ascolto arrichisce questa esperienza dando la possibilità di ...portarti il cerchio a casa!!!
Evento rifiuti zero
Ore 10,00 Accoglienza
Ore 10,30 – 12,30 Cerchio grande con una mini sessione di coascolto
Ore 12.30 14.30 pranzo
14.30 15.30 sessioni di coascolto
16.00 – 17.00 cerchio di condivisione
17.00 eusarimento giochi, canzoni, storie...
Dove: Contrada Cugni di Cassaro 41, cassibile Siracusa
Chi: Mamme in attesa, mamme che allattano, mamme che non allattano e ...tutti gli altri perchè imparino ad ascoltare e dare sostegno...
Cosa portare: cibo da condividere, le stoviglie che vi servono per consumarlo, un offerta per il luogo, stuoie o tappetini per il cerchio, una felpa se pensate di fermarvi fino a sera.
Cosa NON portare: plastica usa e getta.
giovedì 1 settembre 2011
La GIOIA di VIVERE
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| LA GIOIA DI VIVERE Serata di danza Butoh con MAREIA CLAUDIA LANGE psicologa, corpo-psicoterapeuta, artista 15 settembre 2011 ORE 19-21 Luogo: ECO HOUSE Contrada Cugni di Cassaro 21, Cassibile (SR) per info : donneconlegonne@gmail.com tel.+39 333 3187086 COSTO:euro 20 (max 12 persone) da versare entro il 5 Settembre Possibilità di pernottamento a prezzi equi |
Dove si nasconde il gusto per la vita? Dov’è la calma accetazione? Dove è la capacità di essere presenti nel momento? Dov’è la fiducia nella propria voce?
Molte persone, anzichè vedere il lato luminoso delle loro vite, guardano piuttosto a ciò che non è. Molte persone sono abituate a seguire istruzioni dettate dagli altri piuttosto che accordarsi con se stessi per sentire ciò che è giusto per sè in ogni momento.
Il Butoh è una opportunità di riprendere la vita nelle proprie mani con gioia e fiducia e avere il coraggio di mostrare te stessa con tutte le tue sfaccettature.
Farai l’esperienza di un viaggio verso te stesso/a. Ci si diverte molto e si portano fuori allo stesso tempo la propria vitalità e la propria calma interiore.
Con o senza il supporto della musica, troverai quali movimenti sono adatti per te in quel preciso momento.I movimenti sorgono spontaneamente dal tuo essere interiore. A volte può trattarsi di una danza vitale a volte può essere una pausa per stare tranquilli e ascoltarsi dentro o ancora muoversi in modo un po’ selvaggio come un bambino innocente.
Sei tu a determinare i tuoi movimenti.
Se ti senti sopraffatto da tanta libertà puoi fermarti e appoggiarti per tranquillizzarti e verrai guidato a trovare l’ispirazione per andare più a fondo nella tua esperienza.
Per approfondire:
www.soulroots.org
giovedì 14 luglio 2011
La pausa per riorganizzarsi
Pausa estiva.
Richieste per i nuovi e vecchi lavori:
L’inaugurazione dell’anno vorrei che si facesse con la consueta settimana dell’allattamento 1 -7 ottobre.Chi vuol cooperare per organizzare qualcosa?
Continua raccolta foto di allattamento e ricerca di luoghi che le vogliono adottare per esporle, negozi case, studi privati ristoranti ecc..
In autunno passeggiate “portiamo i bimbi nella natura” passeggiate per mamme e bimbi in fascia.Servono: compagnia, persone che partecipano, chi si occupa di fare volantini e distribuirli o pubblicizzare in vario modo, fasce in prestito per chi vuole provare per la prima volta .
Incontri di baratto e scambio competenze.Serve: chi partecipa
Cerchi di donne.Serve : chi partecipa
non voglio svelarvi tutto...voglio che ci incontriamo.scrivo queste righe solo per cercare di fare capire ciò che mi immagino su come fare insieme la strada.
Il mio concetto di collaborazione nella comunità diffusa è che se uno crede in ciò che facciamo può darci una mano in mille modi.tenete conto che non c'è un 'fondo cassa' e che la possibilità di riuscire è tutta nella buona volontà e nella creatività.Se io devo pagare le fotocopie per ogni volantino di evento o passare tredici ore al computer perchè sono una bestia a usarlo ma c'è uno o una che ha un ufficio e può fare 20 fotocopie a spesa zero o è bravissimo con la grafica...fa quel pezzetto.
serve mettere a posto un po' questo spazio (abbellirlo, creare delle sedute) per ciò che si fa qui .Servono altri spazi per ciò che si vuol fare fuori di qui...
e dopo che vi siete fatti vivi
buona estate
venerdì 1 luglio 2011
ALLATTAMENTO LUCE E OMBRE
Allatto alla luce del sole è stato rilanciato anche quest'anno da Genitori Channel e noi partecipiamo.Credo che sia un modo meraviglioso per parlare di allattamento.scorrere le foto è una delizia.Io sono convinta che i messaggi subliminali che ci vengono inviati da pubblicità e spot ingannevoli, non si possono sradicare dalle nostre coscienze solo con le informazioni. parlare a una donna in un corso preparto è importante ma finchè lasciamo fuori il alto emotivo modifichiamo poco le nostre credenze profonde.così noi facciamo appello a tutte e tutti perchè foto e immagini di allattamento siano sparse sempre di più dovunque.Molte donne hanno difficoltà ad allattare in pubblico perchè soffrono delle pressioni a cui sono sottoposte: commenti, battutte e vere e proprie crociate di zie nonni e passanti occasionali. diceva un rivoluzionario d'altri tempi che "quando lo straordinario si converte in quotidiano,lì esiste una rivoluzione".Per questo noi vogliamo convincere quanti più negozianti, professionisti, scuole, botteghe di ogni tipo, case vacanze, privati ad appendere una foto di allattamento nei loro negozi, studi, case.Perchè si vedano tante tette in giro,tutte che allattano.Noi cerchiamo di farlo come 'progetto permanente' ma come sempre è più facile se ognuno fa una piccola parte.se ognuna regala una propria foto alla cartoleria di fiducia pregandola di appenderla, si fa prima. chi vuole mandarci le sue foto autorizzandoci a usarle per questo scopo o comunque per mostre a tema con questo stesso fine è benvenuta.
lunedì 6 giugno 2011
???
Le chiamano le lampedusane.
Le chiamano le lampedusane. Ma sono nigeriane sbarcate a Lampedusa gravide e trasferite spesso d'urgenza all'Ospedale Civico di Palermo. Fino al 20 maggio erano solo nigeriane, poi si sono aggiunte due sorelle somale, una pakistana e continuano ad arrivare nigeriane. Oggi ha partorito la quarta in una settimana. Negli ultimi due mesi ne sono passate diverse, anche di altre nazionalità, l'unità operativa di Ostetricia e Ginecologia le ha ricoverate, fatte partorire e fatte sistemare, tramite le assistenti sociali, nei centri e nelle case. Ma ancora in sette sono là.
Pare che però in due mesi non si siano mai risolti alcuni problemi che in primis le infermiere che si prendono cura di loro ne lamentano l'impellente necessità: si tratta della disperazione che prima del travaglio del parto le assale non avendo alcuna notizia dei mariti ed eventualmente dei familiari con cui sono arrivate sulle coste lampedusane.
Ma il secondo problema mai risolto è che nessuno ha potuto informarle, rassicurarle e aggiornarle prontamente dato che l'assistente sociale passa solo la mattina e non necessariamente parla inglese, tantomeno arabo o somalo; e la mediatrice di tanto in tanto l'accompagna: ma-dicono le infermiere-non si è mai fermata più di un'ora a mattinata.
Chi all'ottavo, chi al nono mese, C. che invece ha partorito il 14 maggio si ritrova per tre giorni di fila nella solitudine data dall'assenza del marito. Gli sforzi sono tanti per contattarli. Ma la domanda principale che le donne si pongono è come mai oltre ad essere spesso private dei loro pochi averi all'approdo al molo, vengano separate anche dai mariti e dalle famiglia. Le spiegazioni sono tante da dare: donne e bambini, donne gravide, le categorie più vulnerabili da tenere in maggiore considerazione e maggiore cura, forse dimenticando che la cura che si ha nel separarle da chi potrebbe renderle proprie vittime nella tratta non prescinde dal bisogno che una donna gravida ha di avere il marito accanto. E dalla depressione che ne deriva.
Le chiamano le lampedusane ma appena arrivate a Palermo non sanno affatto dove sia Lampedusa e dove siano in questo momento. Il primo giorno in cui le ho conosciute e ho cominciato a dialogare con loro, nell' assistere a visite ginecologiche e tracciati dei quali capivano ben poco, sul perchè per esempio fossero invitate spesso ad un sicuro parto cesareo piuttosto che ad un parto naturale che sentono tutte più vicino e confacente al loro rapporto con la gravidanza e con il corpo delle rispettive culture, mi hanno chiesto se potessero andare a Lampedusa a cercare i mariti, mi han chiesto che dato che non potevano andare loro potessi andare io. Così tutto è cominciato con un atlante geografico di cui mi sono munita il pomeriggio stesso: abbiamo visto insieme da una stanza di ricovero all'altra dove si trova la Nigeria rispetto alla Libia, la Libia rispetto all'Italia, Lampeduse nella loro rotta e Palermo in cui sono arrivate in elicottero, in ospedale, dove si trovavano senza conoscere il nome della città. Quella chiarezza geografica è stato un primo accenno di sorriso autoironico per aver preteso di voler andare a Lampedusa: No, Lampedusa no is small! Hanno riso nel riconoscere che non c'era motivo di voler tornare nell'isolotto che però continuano a legare inesorabilmente alla sorte del marito: but my husband is in Lampedusa.
Una cartina geografica ed uno spazzolino, che a sette giorni dalla degenza ospedaliera non avevano ancora saputo chiedere alle infermiere, le varie "mama" che circolano attorno ai loro letti e a cui vorrebbero anche chiedere assorbenti, creme, aspirine ...tutto in una continua improvvisazione da mimo e pantomimo ospedaliero al nono mese di gravidanza e con un lattante tra le braccia.
Giorno dopo giorno, spuntano i mariti: le prime chiamate alimentano i sorrisi a catena, ma quando Blessy è finita sui giornali perchè aveva partorito due gemelli, alla terza intervista continuava a chiedere: I need my husband. L'unica che non lo trovava. Si cerca di spiegare, ci si improvvisa mediatori, si chiamano amici e centri, si scoprono mariti spostati ma soprattutto in attesa: inutile promettere che li rivedranno presto, mi piacerebbe anche a me sapere quando. Ma se i tempi sono gli stessi della loro richiesta per la protezione internazionale, dubito che da Mineo o altrove i tanto amati mariti avranno un'idea dei loro neonati quando erano veramente neonati.
Eppure molte di loro non vogliono neanche dare il nome al loro figlio: continuano a spuntare nomi della madre o nomi inventati sulle culle dell'ospedale perchè molte di loro non vogliono dare un nome senza scegliere con il marito. H. non ricorda nemmeno la sua data di nascita, questo fa infuriare l'assistente sociale che ha trovato una buona scusa per affermare che "queste" dipendono solo dai mariti, che hanno prima il cognome del padre, poi del consorte, e che hanno capito il meccanismo di poter entrare in Italia facendosi mettere incinta. Sapessero solo che sono in Italia e che ancor prima di dare alla luce il neonato che ora stringono tra le braccia con l'ansia che gli venga strappato, hanno il diritto di starci comunque. Anche senza il pancione.
I pancioni infatti cominciano a scomparire: dopo C., è la volta di J. anche lei come tutte portata ad un cesareo di cui non capiva il motivo; Blessy e i suoi gemelli, "i gemelli di colore della donna arrivata col barcone" che riempono la nostra stampa, riempono o divertono la nostra stampa? Peccato che la nostra stampa non si sia mai accorta di un'altra Blessy, B. S., la Blessy arrivata con loro e di cui si sono perse le tracce. La cerco nei reparti dopo aver ricevuto una chiamata da Roma: il marito è a Cuneo e non sa neanche se lei ha partorito. Finalmente la troviamo, dopo aver creduto per qualche ora che la Blessy che ha partorito Micolle nel barcone fosse la Blessy che cercavamo noi.
Misteriosamente Blessy è conosciuta in ospedale come "Blessing" non so se infermiere o dottori siano lontanamente consapevoli che nel participio presente dell'inglese blessing c'è un "benedicendo" che ogni parto cesareo meriterebbe.
Arrivano due somale: S. e la sorella che parla solo somalo e arabo, comunico con lei prima di conoscere la bellissima sorella incinta: per stare accanto alla sorella dorme a terra nella stessa stanza di ospedale, pare non sia un problema, ma ha bisogno terribilmente di una crema per il corpo, che mi dice essere estremamente importante per lei. Non indago. Intanto mi accordo che qualcuno dell'Acnur è passato a distribuire libretti informativi sulla richiesta di asilo, fantastico, sfortunatamente ancora nessuna di loro ha capito cosa sia, e mi chiedono di chiamare la referente dell'Acnur che ha lasciato il numero per chiedere: delle infradito, uan spugna, ed un orecchino per il naso di cui Ju. crede di non poter far a meno. Lei è l'unica che non partorirà presto, resterà lì, ma anche chi ha partorito da dieci giorni è ancora lì aspetta un posto in un centro. Solo i due gemelli "famosi" e Blessy in difficoltà nell'allattarli sono andati via, ho fatto in tempo a consocerli e salutare, ma Blessy ora è a Piana degli Albanesi. Chi a Piana, chi da Biagio Conte, chi al Buon Pastore, in ogni caso hanno capito di potermi chiedere di fare qualche chiamata: il fratello in Nigeria, la mamma in Somalia, l'amica in Libia e ...my husband dove lo cerco? La giovane somala tira fuori le carte per chiamate internazionali fornite a Lampedusa, le nigeriane si lamentano di non averle mai ricevute, comincia la lotta per usare quei 5 minuti di chiamate internazionali dal Sahara al Corno d'Africa. Alla fine certamente una chiamata all'Acnur non porta salvaslip e infradito, un'infermiera simpatica non fa passare il mal di testa, una mediatrice improvvisata non trova posti nei centri che l'assistente sociale cerca, ma i bambini continuano ad essere sfornati, forse che si potrebbero anche riesumere mariti e pronte competenze nelle cosidette emergenze che durano da mesi???
In attesa di una mediatrice costantemente al fianco di infermiere, di assorbenti, di un orecchino per il naso di Ju. e di un marito, continuo ad andarle a trovare al civico le lampedusane che da Lampedusa però sanno sempre ben poco.
Marta Bellingreri
Fonte: http://siciliamigranti.blogspot.com/
Palermo, 1 giugno 2011
domenica 1 maggio 2011
A proposito di donne, gonne, nonne...
"signora suo figlio ha un sasso in bocca"
"sì lo so"
Sguardo terrorizzato.
non si sa se fa più paura la possibilità che lo ingoi o quella che E' SPORCO DI TERRA!
Mio figlio (entrambi i figli, ma intanto il sasso in bocca ce l'ha il piccolo) è , come tutti i bambini liberi di sperimentare, estremamente competente.
Il sasso è sporco di terra, sì.
Ma quando mio figlio mette in bocca la forchetta 'pulita' carica carica di....avete idea che veleni sono contenuti nei detersivi?
Suggerisco di comprare il libro su come pulire le nostre case Bioallegramente
http://biodetersivi.altervista.org/index_file/compra-guida-detersivi-bioallegri.htm
e di cogliere l'occasione per meditare sui nostri stili di vita.Magnifiche le riflessioni di Patrizia sulla cenerentolitudine.Cito un po'....ma leggete il testo integrale
"Nella nostra storia di donne, in transito da un modello di donna cerentola a donna sovrana di se stessa,
la donna ingenua di 50 anni fà ha ceduto al baratto. Ha accettato di sacrificare la Madre Terra, e la
connesione con essa, per una vita di riscatto e di splendore. Onestamente non poteva fare altrimenti.
Siamo noi donne dell'anno 2000 che forti di una emancipazione femminile conquistata dalle generazioni
precedenti, abbiamo ora il compito di disseppellire i valori sacrificati e perduti.
Tocca a noi aprire gli occhi.
Le nostre madri, le nostre nonne, dovettero chiuderli per andare avanti, per consegnarci una dignità e una
sovranità sulla nostra Vita che a loro era stata negata. "
dal Manuale per apprendiste streghe ecologiche
BUONA BIOALLEGRIA PULITA A TUTTE
mercoledì 23 marzo 2011
Prossimi eventi,post in continuo aggiornamento
15 Settembre ore 19 - Serata di danza Butoh - Eco House
Cerchi di donne trimestre Settembre Ottobre Novembre:
Martedì 6 settembre ore 17.00
Domenica 18 settembre ore 17.00
Domenica 2 Ottobre orario da definire (SAM 2011)
Mercoledì 12 Ottobre ore 17.00
Sabato 22 Ottobre ore 10.00
Martedì 1Novembre ore 10.00 cerchio e giornata di gioco
Sabato 12 Novembre ore 10.00
Domenica 20 Novembre ore 10.00
Mercoledì 30 Novembre orario da definire
mercoledì 16 marzo 2011
Pensieri e parole
Approfitto della proposta di partecipazione a un progetto per ricordare a me a agli altri chi siamo.
Donneconlegonne, gruppo di auto e mutuo aiuto.
"L'auto-aiuto è una metodologia di supporto al singolo individuo che passa attraverso la dimensione del gruppo. Il gruppo di auto-aiuto è un gruppo formato da persone che hanno in comune lo stesso problema e che, nel confronto orizzontale con gli altri, sperimentano momenti di condivisione, di solidarietà e di crescita. All'interno del gruppo, ogni persona, che inizialmente si percepisce spesso solo come bisognosa d'aiuto, può sperimentare di essere persona in grado di dare aiuto; da soggetto passivo, quindi, diviene soggetto attivo, verso sé stesso e verso gli altri. La caratteristica fondamentale del gruppo di auto-aiuto è la dimensione paritetica: l'assenza della guida di un conduttore professionista permette a ciascun membro di non poter delegare all'esperto la responsabilità del proprio percorso e, dunque, la responsabilità complessiva di sé. E' prevista tuttavia, una figura facilitante: l'helper. Si tratta di un membro del gruppo, con un percorso di terapia significativo alle spalle, che ha seguito una specifica formazione, finalizzata a fornirgli gli strumenti di gestione della comunicazione, e che ha solo la funzione di facilitatore della comunicazione stessa. Anche l'helper ha vissuto la stessa difficoltà dei partecipanti del gruppo e cresce insieme al gruppo.
Ogni gruppo di auto-aiuto parte quindi dalla condivisione di un problema comune ed offre:
accoglienza, solidarietà, incoraggiamento, sostegno. In questa prima fase, l'essere ascoltati (ascolto ricevuto) è la risposta, l'unica risposta, che si cerca; ed è ciò su cui si fonda la base sicura, che consente di passare ad una dimensione comprensiva anche dell'ascolto attivo.
empatia, affettività, confronto. In questa seconda fase, l'ascolto è divenuto attivo: l'altro è specchio di sé e in esso si ritrovano parti significative del proprio essere, della propria modalità di essere. All'altro si concede l'ascolto, nella misura in cui lo si richiede per sé: orizzontale, reciproco, non giudicante, privo di pregiudizi. A differenza di un setting di terapia individuale o di terapia di gruppo, la democraticità del contesto di auto-aiuto ed il mettersi in gioco apertamente da parte di tutti i membri consente a ciascuno di ascoltare in modo attivo e di poter rispondere, secondo modalità che via via si diversificano da quelle tipiche della propria vita fuori dal gruppo.
avanzamento nella consapevolezza, cambiamento. Il passaggio alla seconda fase accompagna, di conseguenza, la terza fase: quella dell'acquisizione di una consapevolezza maggiore e meno rigida di sé e dell'altro, e di conseguenza segna un cambiamento, che poi coincide con il maggior senso d'auto-efficacia, benessere, capacità di trovare soluzioni ai propri problemi.
Una delle regole principali che il gruppo d'auto-aiuto si dà, dunque, è quella della sospensione del giudizio, del pregiudizio e dell'unico modello mentale, a favore della molteplicità dei punti di vista possibili. Tale sospensione, oltre ad incoraggiare la libertà d'espressione e a facilitare il superamento della vergogna, crea le condizioni per l'accettazione dell'altro e, di riflesso, per l'accettazione di sé stessi. L'auto-aiuto coincide dunque con la possibilità reciproca di scoprirsi e con la possibilità reciproca di accettarsi. L'impostazione di massimo ascolto, agli altri e a sé stessi, permette proprio questo: l'individuazione, il riconoscimento, l'accettazione della propria identità. E non è poca cosa.
domenica 13 marzo 2011
Meno male che Deborah ci ricorda la bellezza delle poesie...

con capelli lunghi,
occhi,
naso e bocca di donna.
Con curve
e pieghe
e dolci avvallamenti
e mi ha scavato dentro,
mi ha reso fabbrica di esseri umani.
Ha intessuto delicatamente i miei nervi
e bilanciato con cura
il numero dei miei ormoni.
Ha composto il mio sangue
e lo ha iniettato in me
perché irrigasse tutto il mio corpo;
nacquero così le idee,
i sogni,
l’istinto
Tutto quel che ha creato soavemente
a colpi di mantice
e di trapano d’amore,
le mille e una cosa che mi fanno donna
ogni giorno
per cui mi alzo orgogliosa
tutte le mattine
e benedico il mio sesso.
Gioconda Belli
giovedì 10 marzo 2011
Donneconlegonne
Donneconlegonne
Donneconlegonne nasce nel 2006 come gruppo di sostegno all’allattamento e di promozione di una cultura per una gravidanza e maternità consapevole. Da allora offre informazioni indipendenti sul percorso nascita, sulla salute e sulla educazione dei bambini; organizza eventi di sensibilizzazione ai temi della fisiologia della nascita e dell’allattamento e sui diritti delle donne e dei bambini come stabiliti da OMS-UNICEF; offre sostegno emozionale tramite incontri di condivisione.
La centralità della famiglia nello sviluppo armonioso dei bambini viene supportata offrendo alle donne una rete di scambio di tempo e competenze che permetta loro di non delegare l’accudimento e l’educazione dei figli .
La necessità di ricostruire un’identità femminile al di là di ruoli scontati, in armonia con il nostro corpo e la sua fisiologia, spinge a preparare eventi e percorsi , dedicati non solo alle mamme ma alle donne di ogni età e stato, che diano centralità alla conoscenza e consapevolezza corporea e guidino a restituire potere e valore simbolico ai momenti di trasformazione che segnano la nostra vita.
Donneconlegonne aderisce al MAMI e all’IBFAN.
donneconlegonne@gmail.com www.donneconlegonne.blogspot.com
mercoledì 16 febbraio 2011
Post tecnico: domande frequenti
Quando Andrea verrà in Italia, ma anche prima, noi promuoveremo degli eventi ma non riusciremo a farlo dovunque.
Ecco, a chi chiedeva come sostenere il progetto, forse il suggerimento e la richiesta che posiamo fare è :promuovete cerchi di donne (se già non lo fate!).Datevi un appuntamento per ritirare l'agenda lo stesso giorno e fate una festa... non so libera creatività...
venerdì 11 febbraio 2011
Sorellanza
Mi fermo un attimo.Non è che con tutto questo trambusto ci dimentichiamo di onorare la sorellanza?
A tutte le compagne di strada!
Immagina una donna che
Crede che sia giusto e che sia un bene essere donna.Una donna che rende onore alla propria esperienza e racconta le proprie storie.Che rifuta di portare i peccati degli altri nel proprio corpo e nella propria vita.
Immagina una donna che
Crede di essere buona.Una donna che ha fiducia in sè e si rispetta.Che ascolta i propri bisogni e desideri e li soddisfa con tenerezza e grazia.
Immagina una donna che
Ha riconosciuto l’influenza del passato sul presente.Una donna che ha camminato attraverso il proprio passato.Che è guarita nel presente.
Immagina una donna che
È autrice della propria vita.Una donna che esercita muove e promuove per proprio conto. Che rifiuta di arrendersi salvo che al sè più autentico e alla propria voce più saggia.
Immagina una donna che
Dà nome alle sue divinità personali.Una donna che immagina il divino a propria immagine e somiglianza.Che delinea la propria spiritualità e la integra nella vita di tutti i giorni.
Immagina una donna che
È innamorata del proprio corpo.Una donna che crede che il proprio corpo sia abbastanza, così com’è.Che celebra il proprio corpo e i ritmi e i cicli come una mirabile risorsa.
Immagina una donna che
Rende onore al viso di Dio/della Dea nel proprio volto che muta.Una donna che celebra l’accumularsi degli anni e la propria saggezza.Che rifiuta di usare energie preziose camuffando i cambiamenti del corpo e della vita.
Immagina una donna che
Dà valore alle donne nella propria vita.Una donna che siede in un cerchio di donne.Che ha chi le ricorda la verità su di sè quando se ne dimentica.
Immagina TeStessa come quella donna.
Tratto da Blessingways –Shari Maser –Moondance Press
giovedì 10 febbraio 2011
SPONSOR
Ti ringrazio molto per il tempo che hai dedicato a leggere il progetto e per avermi fatto capire molte cose.
Le difficoltà che sto incontrando a entrare in contatto reale con i responsabili di attività non è dovuta nè ai prezzi alti nè al fatto che non si sa che giri farà questa pubblicità.Nell'associazionismo , anche se non siamo formalmente una associazione, siamo una realtà ben affermata e chi è del giro sa che la risonanza di ciò che facciamo c'è.
Quello che ho sbagliato è stato pensare che questa forza acquisita in anni di eventi e realtà 'sovversive' potesse correre parallelamente ai canali tradizionali.
Quando scrivi 'l'offerta commerciale fattami' mi viene da sorridere perchè capisco che le mie abilità comunicative non sono ancora tali da scavalcare il muro della mentalità commerciale.
Non facciamo offerte commerciali ma cerchiamo di cambiare il mondo creando reti di scambio che ci portino fuori dall'economia tradizionale che sta rendendo il mondo la merda che è.
Sono felice perchè con la produzione dal basso ho già venduto 60 agende a scatola chiusa prima che vengano stampate e questo per me vuol dire fiducia.Sono felice perchè alcune esigenze le riusciremo a soddisfare senza transazioni monetarie in virtù del baratto di tempo e competenze.Sono felice perchè per diffondere questo progetto si sono create alleanze che dureranno ben oltre il breve tempo di utilizzo dell'agenda e faranno crescere la rete.Sono felice perchè mi chiamano in molti per presentare il progetto e organizzare eventi e questo vuol dire che si può anche abitare su un pizzo di montagna ma non si smette mai di essere 'comunità diffusa'.
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Ti saluto
Micòl


